Il mega riassunto del 2025 - Parte I
Tutto quello che è successo durante l'anno, attraverso i grafici
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Ho cominciato a scrivere Technicismi nel 2020. Ogni anno leggo centinaia di articoli e approfondimenti, ascolto decine di podcast e guardo una marea di video: tutto questo mi permette di pubblicare un articolo a settimana sul tema più importante del momento.
L’ultimo episodio dell’anno, però, mi piace sempre trasformarlo in un recap degli ultimi dodici mesi, raccontato attraverso i grafici (qui le versioni del 2022 - 2023 - 2024). Quest’anno ho deciso di dividerlo in due: oggi leggerai la parte I, la prossima settimana arriva la parte II.
La CEO di BeWater (la holding che controlla Chora & Will) ci dice sempre che “i numeri sono la sintesi di una visione”. In questo caso, i grafici sono la sintesi di grandi cambiamenti che, come ripetiamo su Actually, iniziano piano piano e poi ci travolgono e per questa ragione non è sempre facile vederli “in azione”.
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Cominciamo :)
👨💻 La guerra dei chatbot
Nel 2025 ChatGPT ha raggiunto 800 milioni di utenti settimanali. Significa che il 10% del mondo usa quella piattaforma su base mensile. Un numero impressionante soprattutto se lo si compara ai numeri di 12 mesi fa (quando gli utenti erano poco più di 250 milioni).
La magia intorno a ChatGPT è durata per buona parte dell’anno, fino a quando Sam Altman, CEO di OpenAI, ha perso la pazienza durante un podcast e ha sbroccato. A quel punto in molti hanno cominciato a chiedersi abbastanza incessantemente quale sarà il futuro di un’azienda che quest’anno chiuderà con $20 miliardi di ricavi (ricordiamolo: per un prodotto nato appena 3 anni fa) ma che ha già siglato accordi per $1.500 miliardi nei prossimi 5 anni.
C’è però un altro aspetto, parzialmente legato a quello finanziario. Degli 800 milioni di utenti settimanali di ChatGPT, solo il 5% è pagante. Questo rappresenta ovviamente una grande opportunità, dato che il 95% degli utenti ancora non genera ricavi per l’azienda. Ma molti si chiedono anche perché più di 9 utenti su 10 non si siano ancora abbonati alla versione a pagamento. La risposta potrebbe trovarsi in questo grafico:
Oggi più di un terzo degli americani usa ChatGPT su base settimanale, ma meno della metà lo fa ogni giorno. Forse non hanno ancora trovato un caso d’uso concreto, o forse semplicemente il tool non è ancora entrato nella loro “routine” o nella home page del telefono.
In ogni caso credo sarà comunque complicato convincere tutti gli utenti che ancora non pagano, soprattutto a causa del posizionamento del prodotto: se ChatGPT e gli altri chatbot vengono percepiti come un’alternativa a Google, questo diventa un problema. Google ci ha infatti abituati a un motore di ricerca completamente gratuito e credo che nessuno oggi pagherebbe per usarlo…
E poi, ovviamente, c’è il problema della concorrenza. Anthropic è sempre più forte nel settore enterprise (dove i singoli contratti / abbonamenti hanno valori molto più alti) e potrebbe chiudere l’anno intorno ai $10 miliardi di ARR.
E poi Google, che nonostante il ritardo, nel 2025 è riuscita a colmare il gap e ora, con i modelli Gemini integrati nel suo ecosistema, sta conquistando sempre più utenti.
Ah, e non dimentichiamoci della Cina…
🔮 La fiducia nei Prediction Market
La prima volta che ho nominato i Prediction Market su questa newsletter è stata a giugno di quest’anno. I Prediction Market sono piattaforme in cui le persone scommettono su eventi futuri, come elezioni o risultati sportivi, usando denaro reale o criptovalute.
In quella settimana, Polymarket, il più grande Prediction Market al mondo (ma ancora non attivo negli USA), era vicino a chiudere un round da oltre $200 milioni guidato da Founders Fund (il fondo di Peter Thiel) per una valutazione di $1 miliardo. Kalshi invece aveva ha appena raccolto $185 milioni da investitori come Paradigm, Sequoia e Citadel, e valeva $2 miliardi.
Quante cose possono cambiare in così poco tempo…
A sei mesi di distanza queste piattaforme sono diventate sempre più centrali e hanno accelerato la loro crescita: Kalshi ha completato altri due round (tre, se contiamo anche un secondario), arrivando a una valutazione di $11 miliardi (di nuovo: a giugno erano $2 miliardi) mentre Polymarket ha raccolto $2 miliardi e ora potrebbe valerne circa $15.
Dal punto di vista dell’esperienza utente, i Prediction Market sembrano un’evoluzione delle scommesse online: scommetti su un evento futuro, se accade vinci, se non accade perdi. La differenza è che tutto gira su blockchain e le transazioni avvengono in stablecoin. Questa vicinanza alle scommesse, ma allo stesso tempo la distanza tecnica e funzionale, da una parte ne ha alimentato il successo, dall’altra li ha messi in una zona grigia dal punto di vista regolatorio.
La cosa più interessante, però, è come i Prediction Market stiano diventando strumenti alternativi ai media tradizionali e ai sondaggi “scientifici”, spesso percepiti come influenzati da interessi privati. I mezzi tradizionali, come tv e giornali, stanno perdendo fiducia e rilevanza, soprattutto tra i più giovani.
Oggi anche i Prediction Market vengono sempre più utilizzati per raccogliere informazioni e leggere, in tempo reale, il “sentiment” del pubblico, diventando strumenti alternativi a media tradizionali e sondaggi “scientifici”.
Quest’anno ho dedicato un intero episodio di Technicismi alla storia e all’impatto di Polymarket, il più grande Prediction Market al mondo.
📈 I record di Nvidia
Nel 2025 Nvidia non solo è diventata la più grande azienda quotata ma è pure stata la prima azienda nella storia a superare i $5.000 miliardi di valutazione di mercato (ora scesa a $4.400 miliardi, che sono comunque 3,5x rispetto al valore che aveva 2 anni fa).
Jensen Huang, il fondatore e CEO di Nvidia è stato nominato Persona dell’anno dall’FT e dovrebbe chiudere il 2025 con un patrimonio superiore ai $160 miliardi (entrando così nella top 10 delle persone più ricche al mondo). Anche se le valutazioni attuali dovessero rivelarsi gonfie e il prezzo delle azioni dimezzarsi, Nvidia varrebbe comunque tre volte più rispetto alla fine del 2021.
Le revenues di NVIDIA, soprattutto legate al business dei data center, continuano a crescere a ritmi mai visti prima. Ed è forse anche per questo che quest’anno è entrata in scena la finanza creativa: partnership e prestiti (con i principali sviluppatori di AI che faticano a finanziare autonomamente l’hardware necessario) con l’obiettivo di trovare nuovi modelli di business.
In ogni caso, gli investimenti in hardware e software hanno rappresentato oltre il 90% della crescita del PIL degli USA nella prima metà dell’anno. Questo ha destato preoccupazione in alcuni investitori, che vedono un parallelismo con la bolla delle dot-com tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Ho dedicato un episodio di Technicismi anche al rischio della bolla AI (ed è stato il più letto dell’anno).
✍️ Substack come rifiuto delle piattaforme
In un recente episodio di Technicismi ho scritto che Substack sarà la piattaforma del 2026.
Il 2025 è stato un anno straordinario per Substack. Dopo un 2024 controverso, la piattaforma ha messo l’acceleratore, creando uno spazio in cui scrittori, giornalisti e chiunque abbia qualcosa da condividere avrebbe potuto farlo attraverso una relazione diretta e autentica con il pubblico. Con una semplice promessa: gli autori mantengono il pieno controllo della propria lista di iscritti e dei propri contenuti, e possono farsi sostenere direttamente dai lettori tramite un abbonamento.
Come mi ha fatto notare Alex Ballato, negli ultimi 2 anni la “TikTokizzazione” dei social media e l’AI hanno accelerato il trend. Con i siti web in declino, i social sempre meno fatti da rapporti tra persone e sempre più simili a uno zapping guidato da algoritmi, l’AI che ti dà risposte a quello che cerchi e si sostituisce a tanti altri strumenti, chi crea contenuti sta cercando di ricreare quei rapporti, di creare “community”. E Substack è la piattaforma che più delle altre permette di crearsi il proprio “walled garden”.
A luglio di quest’anno i fondatori hanno raccolto un nuovo round di finanziamento da $100 milioni per accelerare ulteriormente la crescita e scalare velocemente. E lo faranno:
Integrando feature sempre più “social” con l’obiettivo è permettere agli autori di far scoprire la propria newsletter in nuovi modi, senza doversi appoggiare ai social media tradizionali
Sviluppando un sistema che faciliterà l’incontro tra creator e brand per tutte quelle newsletter che si sostengono con la pubblicità
L’obiettivo di Substack è arrivare a 50 milioni di abbonati paganti (oggi sono circa 5). Un traguardo complicatissimo, anche perché, se da un lato è vero che gli utenti oggi sono disposti a pagare per i contenuti di qualità dei creator, ogni utente può permettersi solo un numero limitato di abbonamenti.
Ma la storia dei media è ciclica, è fatta di bundling e unbundling. Substack è stato l’unbundle: ha permesso a molti creator di uscire dalle redazioni tradizionali, che riunivano tante firme sotto un’unica testata, e di costruire un progetto personale. Il prossimo passo, probabilmente, sarà il movimento opposto. Vedremo sempre più tentativi di bundling: formule che mettono insieme più creator sotto un unico abbonamento. Magari facilitati dalla piattaforma stessa…
🚗 Siamo pronti per le auto a guida autonoma
Il 2025 è decisamente stato l’anno di Waymo che quest’anno ha quasi raggiunto i 20 milioni di corse (+ di 1 milione di corse al mese), triplicando le corse dell’anno scorso e preparandosi a lanciare il servizio in città al di fuori degli Stati Uniti come Tokyo e Londra. Ma è anche stato l’anno di Tesla che, dopo oltre 10 anni dal primo annuncio ha finalmente offerto le prime corse a pagamento dei suoi Robotaxi ad Austin. Ah, ed è pure tornata in scena Uber che sembrerebbe voler appoggiare il suo fondatore (che non ha più ruoli operativi in azienda) nell’acquisizione degli asset USA di Pony.ai, una startup attiva in Cina costretta a vendere per via del divieto dell’amministrazione Trump alle aziende cinesi di guida autonoma di operare negli Stati Uniti.
Il punto, qui, è che il 2025 è stato l’anno in cui la guida autonoma ha dimostrato di essere pronta a diventare una delle tecnologie più stravolgenti del nostro tempo. Non solo perché salire su un’auto che si guida da sola è un’esperienza pazzesca, ma soprattutto perchè è una delle applicazioni più interessanti e utili dell’AI.
Tesla ha infatti registrato 1 solo incidente per 6 milioni e mezzo di miglia guidate negli ultimi 3 mesi. È un dato incredibile, sopratutto se comparato con la media degli incidenti causati da umani (+ di 1 ogni milione di miglia). E anche Waymo ha avuto un risultato simile: uno studio che ha analizzato decine di milioni di miglia percorse da Waymo ha rilevato che le sue auto autonome sono state coinvolte nel 96% in meno di incidenti tra veicoli (con una riduzione del 90% delle richieste di risarcimento per lesioni personali e del 92% degli infortuni ai pedoni rispetto alle auto guidate da esseri umani).
₿ Una nuova fase per le crypto
Secondo a16z “il 2025 è stato l’anno in cui le crypto sono diventate mainstream”:
Nel 2025 la capitalizzazione totale del mercato crypto ha superato per la prima volta la soglia dei $4.000 miliardi
Bitcoin (che rappresenta +50% della capitalizzazione totale del mercato crypto) ha toccato un massimo storico sopra i $126k ed è sempre più visto come una riserva di valore
I grandi player della finanza tradizionale (Visa, BlackRock, Fidelity e JPMorgan) e le più importanti fintech (PayPal, Stripe e Robinhood) stanno lanciando prodotti crypto. Queste aziende hanno una distribuzione enorme e grazie a loro le crypto potrebbe diventare profondamente integrate nei servizi finanziari che usiamo quotidianamente
Oggi le blockchain processano oltre 3.400 transazioni al secondo (+100x rispetto a 5 anni fa)
Ma il boom che ha avuto il valore del Bitcoin si è ridimensionato a partire da Ottobre, dopo l’annuncio di Trump di nuovi dazi sulla Cina. Insomma, le crypto continunano a rimanere un investimento volatile ma l’apertura della politica e della finanza tradizionale promettono un “assestamento”: nel 2026 le crypto compieranno 18 anni, è davvero arrivato il momento di diventare adulti.
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Secondo Forbes, il traffico sugli e‑commerce generato dalla ricerca tramite AI è cresciuto dell’800% in un solo anno.
Ma non si parla solo di AI generativa: oggi l’AI è anche implementata direttamente nell’infrastruttura di un business. Non a caso, nell’ultima edizione di Shopify Winter ’26 Editions è stata presentata la versione più potente di Sidekick, l’assistente commerciale AI integrato e pensato per rendere più semplice avviare, gestire e far crescere il tuo business su Shopify.
Sidekick non si limita a darti consigli: costruisce applicazioni admin complete, crea automazioni Flow, modifica le foto prodotto e ottimizza velocità e qualità del tuo lavoro.
Non è un semplice assistente: è un operatore digitale sempre attivo, capace di eseguire, suggerire, creare e accelerare ogni aspetto del tuo business.
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Il toolkit di Technicismi
Cosa ho letto questa settimana
Il ruolo di Warren Buffett [The Atlantic]
Come fa l’algoritmo di TikTok ad essere così preciso? [Washington Post]
Cosa ho ascoltato questa settimana
Alessandro Aresu sul ruolo di Nvidia nella corsa all’AI [Black Box]
Oro, argento e crypto [Unhedged]
Cosa ho guardato questa settimana
The Thinking Game, il doc su Deepmind e Demis Hassabis [Google]
Come funzionano i business di Mr Beast e Mark Rober [Jon Youshaei]
I 10 anni di Acquired [Acquired]
Info
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Ti faccio i complimenti per la completezza e l’immenso lavoro di ricerca per questo numero della tua newsletter. Ormai fiero lettore da più di due anni. Grazie !!
Riguardo alla parte in cui scrivi
“Oggi più di un terzo degli americani usa ChatGPT su base settimanale, ma meno della metà lo fa ogni giorno. Forse non hanno ancora trovato un caso d’uso concreto, o forse semplicemente il tool non è ancora entrato nella loro “routine” o nella home page del telefono.”
Spero che tra le buone cose del 2026 ci sia un notevole aumento di questo dato e spiego velocemente il perché.
Se le persone trovassero un uso concreto dell’IA tanto da usarlo giornalmente significherebbe che il suo utilizzo dà come risultato qualcosa di produttivo, e se questo avviene significa che le persone hanno finalmente imparato come servirsi dell’intelligenza artificiale e non solo a usarla, c’è una bella differenza.