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Avatar di Marcello Moresco

Articolo molto interessante, il paragone con Excel aiuta a riportare il tema dentro una prospettiva più ampia e meno emotiva. È convincente l’idea che la tecnologia, nel lungo periodo, trasformi il lavoro più che distruggerlo.

Mi chiedo però se l’analogia con Excel regga fino in fondo, soprattutto dal punto di vista della formazione delle competenze.

Strumenti come i fogli di calcolo hanno certamente eliminato molte attività ripetitive, ma hanno lasciato intatto il percorso attraverso cui una persona imparava a diventare competente: il giovane contabile continuava a partire dai lavori più semplici, il praticante imparava controllando numeri e documenti, il neoassunto costruiva gradualmente un metodo. L’automazione alleggeriva il lavoro, ma non sostituiva le tappe dell’apprendimento professionale.

Con l’AI potrebbe accadere qualcosa di diverso. Molte delle attività iniziali — riassumere documenti, fare ricerche preliminari, preparare bozze, controllare dati, tradurre informazioni in forme utilizzabili — sono proprio quelle attraverso cui tradizionalmente si formano i giovani professionisti. Se queste attività vengono svolte direttamente da strumenti automatici, il rischio non è solo una riduzione di posti entry-level, ma una possibile rarefazione delle vere occasioni di apprendistato.

Mi domando quindi se il problema principale non sia tanto la quantità complessiva di lavoro disponibile nel lungo periodo, quanto la continuità del percorso che porta da principiante a professionista maturo. In altre parole: se diminuiscono le posizioni in cui si impara facendo, come si formeranno le competenze profonde di cui le organizzazioni continueranno comunque ad avere bisogno?

Forse la storia suggerisce che anche questa volta emergeranno nuovi equilibri. Ma la questione di come verranno formati i professionisti di domani — più ancora di quella dei posti di lavoro in sé — mi sembra uno dei punti più aperti e meno discussi.

Scritto con l'aiuto di ChatGPT :-)

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Chiudi il tuo articolo così e mai chiusura fu più condivisa: "Ma il punto qui è che l’AI non è il nemico, è solo un altro Excel. E il futuro appartiene a chi imparerà a usarlo".

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